1 marzo 2018

Formazione per l’Industria 4.0, lo Stato rimborsa fino al 40% delle spese

Per le imprese che nel corso del 2018 investono in formazione orientata all’Industria 4.0 c’è l’opportunità di vedersi riconosciuto un credito d’imposta. Con la legge di bilancio 2018, lo Stato ha introdotto un’agevolazione pari al 40% delle spese relative al costo del personale dipendente per il periodo in cui viene occupato in attività di formazione, fino a un importo massimo annuale di 300 mila euro per ciascun beneficiario. Ne possono beneficiare tutte le aziende, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato. Basta che sostengono spese di formazione 4.0.

 

Quali attività di formazione sono agevolate

Il testo del Ddl, sono agevolabili le spese effettuate nell’anno solare 2018. Ma di quali tipologie di spesa stiamo parlando? Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire e consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal piano nazionale “Industria 4.0”: big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine, integrazione digitale dei processi aziendali.

Un requisito necessario per accedere al credito d’imposta per la formazione è che le attività formative siano pattuite all’interno di contratti collettivi aziendali o territoriali. Inoltre sono escluse dall’agevolazione le attività di formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

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Come certificare le spese

L’accesso al credito d’imposta non è automatico: le spese sostenute devono essere certificate. A farlo può essere il soggetto incaricato della revisione legale o un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. La certificazione delle spese per la formazione 4.0 deve essere allegata al bilancio dell’impresa. Un obbligo, quest’ultimo, valido anche per le imprese non soggette alla revisione legale dei conti. In tal caso, comunque, le spese sostenute dall’impresa per l’attività di certificazione contabile sono ammesse all’agevolazione, fino a un tetto di 5 mila euro. Le imprese con bilancio certificato sono, invece, esenti da tali obblighi di certificazione.

 

Come usufruire dell'agevolazione

Dal punto di vista pratico, si può fruire del credito d’imposta in compensazione compilando un modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti. Non si applica il limite generale annuale di 700 mila euro per le compensazioni nel modello F24 (art. 34 della L. 388/2000), né il limite annuale di 250 mila euro per la compensazione dei crediti d’imposta derivanti da agevolazioni fiscali, da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi (art. 1 comma 53 della L. 244/2007).
Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo. Il credito d’imposta, infine, non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP.